UAP: aspetti che non tornano

Dicono voci di popolo che in ufologia/UAP alcuni aspetti proprio non tornano, scopriamone alcuni. In taluni casi, di fronte ad un evento ufologico, alcuni vedono l’oggetto e altri no, e già qui la matassa si fa complessa. Alcuni che lo vedono dicono di vederlo, ma altri dicono di non vederlo pur vedendolo e, proprio non intendono vederlo o non devono, forse per non impegnarsi e, altri ancora poi rimuovono e dimenticano.

Poi compare il quesito, cosa vede la fotocamera? Ci sono quelli che fotografano e, alcuni riprendono l’oggetto come veduto, altri non come veduto (accaduto personalmente) e altri ancora vedono inquadrato l’oggetto, ma allo scatto poi l’oggetto non è presente.

Poi vi sono coloro (capitato personalmente in alcune ma non tutte le situazioni) in cui al tentativo di scatto, la fotocamera è bloccata, il pulsante non scende. A scomparsa dell’oggetto o fenomeno, la fotocamera funzionerà perfettamente. Poi ci sono coloro che al tentativo di scatto, la batteria improvvisamente è a zero. Altri ancora, si sono ritrovati con la fotocamera che non funzionava e non funzionerà più! Quali logiche o forze in gioco?

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La soprastante foto scattata in Lanzada/Valmalenco-Sondrio il 10/1/2021 presso il centro sportivo, è parte di una ricca serie. Un soggetto testimone vede l’arrivo di uno straordinario grande velivolo, e lo riprende. Numerose persone sono presenti, delle quali una pare a sua volta vedere e fotografare l’oggetto. Gli altri paiono non vedere o non essere interessati. Eppure lo spettacolo è eccezionale!

Passiamo al sottostante caso di Colico. Qui è presente una moltitudine di persone, ma nessuna pare vedere. Postata questa foto, ha generato commenti a non finire. La tesi prevalente è stata che se la gente non vi ha dato importanza, significa che non ne aveva, poiché l’oggetto era un oggetto lanciato in aria, oppure la foto è un fake.

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Ci racconta Luisa Tozzi:

Mi trovavo sulla terrazza di un bar (nulla a che vedere coi casi sopra citati), c’erano almeno una decina di persone. Al mio tavolo eravamo in tre e stavamo facendo colazione. Alzo gli occhi e vedo un oggetto colore blu/argento, fermo che cambiava forma passando da circolare ad ovoidale. Una cosa stranissima.

Lo faccio notare alle persone che erano al mio tavolo. Si girano, si alzano in piedi, mi alzo anch’io, ci spostiamo dal tavolo per cercare di vedere meglio e capire cosa potesse essere. Abbiamo pensato ad un pallone gonfiabile o ad un pallone sonda metereologico. Poi abbiamo chiesto alle persone presenti sul terrazzo dicendo e indicando: “Ma secondo voi cos’è quello strano oggetto”?

Le persone si voltavano, guardavano, non ci rispondevano e riprendevano a conversare tra di loro come se non avessero davvero sentito cosa avevamo detto e come se non vedessero niente di strano. Noi tutti e tre basiti. Quel qualcosa, qualunque cosa fosse, è rimasto lì per una decina di minuti, fermo, e poi di colpo si è allontanato velocemente ed è sparito.

Altra vicenda di un qualcosa che non torna

Mia sorella mi raccontò questa sua vicenda che la sconcertò. Una mattina presto in attesa del mezzo per il lavoro, stava con altre sette persone in attesa, quando ad un certo punto vide frontalmente arrivare un silenzioso e vistoso oggetto luminoso. L’oggetto passò sopra le loro teste a velocità relativamente bassa. Tre dei presenti e pure lei, si girarono seguendo l’oggetto sin dove scomparve. Nel frattempo lei gridò ai presenti disattenti, invitandoli a guardare cosa stava passando; ma nulla, costoro erano praticamente ciechi e sordi e quindi nessuna reazione.

Mia sorella disse ai tre che avevano visto: anche voi avete visto la luce che ci è passata sopra? Certamente risposero tutti e tre, ma stava arrivando il mezzo, salirono ed andarono a lavorare.

Il mattino seguente le stesse persone erano alla fermata. Mia sorella ancora meditava la vicenda del mattino precedente e domandò: vi siete domandati cosa poteva essere quella cosa luminosa e silenziosa che ieri mattina ci è passata sopra la testa?

Risposta dei quattro che non avevano reagito: perché domandi? Cosa sarebbe passato sopra di noi? Costoro nulla avevano visto e neppure ricordavano l’invito a guardare.

Rispondono due dei tre che avevano confermato di aver visto: certo, è passata una strana luce, possibile che voi non l’avete vista?

Maggiore sconcerto però lo generò il terzo dei tre che aveva il giorno prima visto e affermato il passaggio della luce: io non so di cosa state parlando! Ieri mattina non ho visto alcuna luce passare qui sopra!

Questo evento sconcertò ancora di più mia sorella che volle condividere con me l’esperienza che definiva: incredibile! Soprattutto perché non era possibile che una persona il giorno prima confermasse e il giorno dopo negasse senza alcuna motivazione logica. Eppure quella persona (disse mia sorella) è una persona perbene e assolutamente normale!

Quando mia sorella mi raccontò la vicenda, io ero all’inizio della mia ricerca ufologica, non ero ancora in grado di valutare. Memorizzai l’evento ed archiviai, mentre andavo incontro a ben altre sostanziose conferme.

Questo genere di vicende inducono gli interessati alla seguente riflessione: nel caso in cui testimoni diversi riscontrano realtà diverse, una eventuale fotocamera quale realtà riprenderà?

La resa dei conti

Negli anni seguenti, di vicende sconcertanti, ne vissi e raccolsi parecchie. Tra quelle altrui, testimoniate e documentate, quella relativa il giorno 27/10/2023 in zona Sondrio, come da foto sottostante, è una delle più intriganti.

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Due signori, Alessandro Di Roio e il suo vicino di casa, stanno percorrendo lo stesso tratto di strada, quando alzando gli occhi notano uno strano oggetto volante, foto soprastante. Si fermano e lo osservano, Alessandro tira fuori il cellulare per riprenderlo e dice all’altra persona: quello è un ufo. Il secondo risponde: ma no figurati, quello è un drone nostro, ovviamente intendendo un drone da tecnologia umana o militare. Anche il secondo tira fuori il cellulare ed entrambi scattano foto.

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La soprastante foto è stata scattata da A.D.R. al secondo testimone mentre anche costui sta fotografando l’oggetto in cielo. A questo punto i due testimoni mettono a confronto i rispettivi risultati e qui si palesa la sorpresa. Quanto da entrambi è stato visto, dal primo è stato ripreso, mentre nonostante il secondo è certo di aver visto e inquadrato la scena dell’oggetto, questo nelle foto non è presente!

Totale sconcerto del secondo testimone che imprecò dicendo che non era possibile una cosa del genere!

Ribadì il primo: vedi, se quello era un drone nostro, probabilmente lo fotografavi anche tu; essendo però altra cosa… altro è avvenuto! Nel contempo stava arrivando un elicottero, quindi l’oggetto se ne andò, come da foto sottostante.

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Il secondo testimone, sconcertato ed abbacchiato, se ne andò brontolando. Cosa da quel giorno avrebbe rimuginato la sua mente? Certamente i detrattori diranno: l’oggetto non lo ha ripreso, non c’era oppure non lo ha inquadrato, ma il testimone disse ben altro!

La foto di Chiesa V.co

Questa foto, parte di una serie è semplicemente oltre le righe. Alessandro Di Roio sito in Chiesa di Valmalenco, si reca al centro del paese, quando vede una signora che parrebbe interessata a riprendere la cima del campanile. La signora insiste, quindi Alessandro si insospettisce poiché non è logico scattare così tante foto ad un campanile.

Guarda più in alto e vede quale era il vero oggetto di interesse della signora. Questa signora in quel momento era testimone e fotografa, stava riprendendo un oggetto volante, stazionante sopra il campanile.

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Una opportunità del genere Alessandro non poteva farsela scappare, quindi riprende la signora che sta riprendendo l’oggetto volante. Purtroppo non è possibile riprendere signora, campanile ed ufo tutto assieme causa spazio retrostante, ecco perché nel riporto di destra è riportato a parte l’ufo in questione.

Interessante sarebbe avere pure a disposizione e pertanto quale conferma incrociata, le foto della signora, ma non fu disponibile ottenerle. Certi cimeli generano gelosia.

Morale della storia

Ora due schieramenti a confronto dibattono. Gli inconsapevoli diranno che le testimonianze sono fasulle poiché errori di valutazione, di memoria non buona o desiderio di protagonismo.

L’altro schieramento, sia per esperienze dirette quanto mediante materiale comprovante, dirà altro. La scienza si schiererà come da narrativa imposta dal sistema vigente.

Io così sintetizzo: l’essere umano si rapporta a quella che crede la realtà ultima e assoluta, mediante un apparato (corpo) mediatore e simulatore. Questo lavora in base a quello che è il proprio stato di coscienza in relazione ad una realtà superiore.

Quanto affermato pone in atto un dato di fatto: la realtà umana non è univoca e uguale per tutti, ma individualizzata e vissuta in rapporto al mediato stato di coscienza. Poi vi è il seguito della storia…e vi saranno pure quelli i quali diranno che io sono fuori di testa. Ma da costoro così voglio essere considerato!

Qui però non posso esimermi dal ricordare quanto gli amici di sopra hanno comunicato in un particolare incontro: …noi possiamo far vedere, fotografare e vivere a ciascuno di voi contemporaneamente, realtà diverse. Ora ti forniamo la prova…

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2 thoughts on “UAP: aspetti che non tornano

  1. Alfio Privitera

    Sono completamente d’accordo con te Dario! Tra l’altro il tuo libro che sto leggendo e assaporando, inerente i fatti della Valmalenco: cambio di paradigma, che sembrerebbe per tutti ma non lo è o meglio è a livelli di comprensione, non fa altro che confermare inconfutabilmente secoli di tradizione mistica e iniziatica riguardo alla natura dell’essere umano. QUALCUNO sta spingendo sull’acceleratore…giusto o sbagliato che sia è così…anche questo era previsto in barba al libero arbitrio.

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    1. dario.giacoletto Post author

      Condivido la tua posizione. Forse noi umani altro non siamo che pedine sopra una scacchiera.

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