Da molti anni a questa parte su tutto il pianeta sono stati testimoniati e fotografati, velivoli triangolari che nulla avevano da spartire con l’umana tecnologia nota. Aspettarsi una reazione da parte del potere dell’informazione circa quanto da farsi passare, era il minimo. In effetti così avvenne e, oggi la massa ha la necessità di districare la matassa per giungere al dunque.
1-Pura evidenza

Ogni sistema di potere ha una necessità primaria: non solo gestire i fatti, ma gestire la percezione dei fatti da parte della massa. Questo poiché ciò che le persone credono reale, diventa nei fatti, la realtà operativa seppure solo nel gioco dell’apparenza.
Quando emergono fenomeni difficili da spiegare quale quello ufologico, ora detto UAP; ma pure nostre tecnologie avanzate, progetti riservati, eventi non immediatamente comprensibili, si apre uno spazio pericoloso: quello della interpretazione libera, ma pure quello strumentale da parte del potere.
Uno spazio libero per un sistema, è sempre un rischio, poiché è qui che entrano in gioco i miti. Non necessariamente sono tutte menzogne costruite intenzionalmente, ma pure come narrazioni che semplificano, deviano, incanalano. Qui però si entra nella responsabilità del sistema che informa.
2- Oltre l’abituale

Dare un nome a qualcosa che non si comprende significa già in parte, controllarlo, trasformarlo in una storia riconoscibile quindi significa renderlo assimilabile. Soprattutto significa evitare che la domanda resti aperta, quindi pertanto sfugga in altre direzioni.
Che si tratti di tecnologia avanzata, di progetti non dichiarati o di fenomeni che sfuggono alle categorie comuni, il meccanismo resta lo stesso: meglio una spiegazione imperfetta se non inventata di sana pianta ma diffusa, che un dubbio reale e incontrollato dal potere. Questo poiché il dubbio porta a cercare e, la ricerca a volte, porta troppo vicino a ciò che non deve essere compreso.
I miti, allora, non servono solo a raccontare, servono a contenere. Non per forza per nascondere una verità precisa, ma per impedire che si arrivi a formularla in modo autonomo e scomodo al potere.
Quando invece una narrativa si radica abbastanza in profondità, non ha più bisogno di essere difesa, poiché si difende da sola. È in questo contesto che alcune storie vanno lette. Non per ciò che affermano, ma per la funzione che svolgono. Il caso del TR-3B è emblematico.
Il mito del TR3-b Black Manta
3- Illusionismo grafico

Da oltre trent’anni circola l’ipotesi di un velivolo segreto, antigravitazionale, capace di sfidare le leggi della fisica e della intercettazione. Una macchina perfetta: silenziosa, invisibile, irraggiungibile indice della grandezza USA. Eppure questa, non è mai stata mostrata, presentata, documentata e pertanto verificata.
Tutto parte negli anni ’90 da racconti non confermati, come quelli attribuiti a Edgar Fouche. Da lì la storia cresce, si espande e rafforza. Internet fa il resto mediante una certa ignoranza collettiva e, ovviamente mediante il gioco della strumentalizzazione.
Rendering, schemi, video, “avvistamenti”: ogni elemento alimenta il successivo. E più il racconto si diffonde, più assume l’aspetto della realtà. Ma qui sta il punto.
Il TR-3B non ha bisogno di esistere per funzionare. Ha bisogno di essere narrato e creduto. Questo perché il mito è costruito perfettamente ovvero, è abbastanza tecnico da sembrare plausibile. E’ abbastanza segreto da non richiedere prove ed è abbastanza affascinante da diffondersi spontaneamente.
4-Illusione di massa

Soprattutto si inserisce in uno spazio reale, quello dei programmi militari segreti, riempiendolo con qualcosa che non può essere verificato ma che certamente affascina. Così si crea un cortocircuito: ciò che non si può dimostrare, non si può nemmeno smentire. Nel dubbio… si afferma.
Che sia nato spontaneamente o sia stato sfruttato strategicamente, il risultato non cambia: l’attenzione viene spostata. La percezione viene guidata. La domanda della massa viene sostituita dalla narrativa. Il TR-3B, quindi, non è solo un presunto velivolo. È un esempio perfetto di come un’informazione possa diventare strumento in funzione del sistema. Non per dire cosa è vero. Ma per decidere a cosa credere.
Tutto questo indirizza verso l’ipotesi terrestre del TR3-B; che comunque non spiega perché gli ipotetici TR3-B devono continuare a restare super/segreti ma super avvistati su tutto il pianeta; mentre vengono ad esibirsi e a farsi riprendere sopra la Valtellina.
Il mito del TR3B Black Manta
5-Dal video di Parigi

Una notevole spinta circa l’affermazione del mito TR3-B Manta, è stata data dalla entrata in scena di una serie di video che riprendevano un preciso velivolo triangolare, quello che possiamo vedere mediante il soprastante video.
Questa tipologia ben nota agli apparati militari e non solo, la si doveva rendere innocua, non si doveva concedere alla massa la consapevolezza circa un velivolo del genere. Ecco il perché della comparsa del mito, ed ecco perché furbescamente il video è presentato come “possibile TR3-B”. Troppo impegnativo affermare che questo è il velivolo alieno dal quale è stato tratto il mito.
Il titolo del video è proposto quale possibile TR3B, non con la certezza dimostrata che tale sia! Più volte ho invitato chi eventualmente disponesse della prova certa che questo è un TR3B nostro, a fornirne la prova. Nessuno sino ad ora si è fatto avanti.
Il TR3-B è un progetto propaganda, finalizzato a salvaguardare il prestigio made in USA e sull’altro, al far credere che eventuali altri mezzi volanti manifestanti caratteristiche antigravitazionali o comunque non accessibili alla nostra tecnologia, sono roba nostra. Da qui la necessità di adeguare o meglio replicare sin dove possibile, l’estetica dei velivoli esotici.
6-Sopra Chiesa di Valmalenco

Questo mito del TR3B va avanti da parecchi anni. Dopo tanto tempo, i gestori della propaganda avrebbero tutto l’interesse a dimostrare che la storia del TR3B è vera. Se nulla hanno dimostrato, è perché nulla hanno da dimostrare! Lo ripeto per l’ennesima volta: IL VELIVOLO DEL VIDEO NON E’ UN TR3-B, PER IL SEMPLICE FATTO CHE E’ UNA MANIFESTAZIONE ESOGENA e come tale da doversi considerare.
Ora ufficialmente la presenza di questi velivoli esogeni è ammessa. Sono detti UAP, ovvero riconosciuti quali manifestazioni trascendenti la fisica classica. I vecchi miti andranno in pensione; altri si propongono all’orizzonte.
Le foto:
Le soprastanti immagini 3 e 4 sono frutto della grafica I.A. per la propaganda. La seconda rappresenta il presunto intervento del TR3-b nel conflitto afghano e del Golfo. Questo per giustificare le segnalazioni reali pervenute; ma non certamente un prodotto USA.
Le soprastanti foto 1/2/6 sono foto veraci con tanto di versione originale a disposizione. Tutte provengono dalla Valtellina e in specifico dalla Valmalenco. La foto sei ci fa vedere in basso a destra, l’arrivo della cabinovia del Palù, pertanto l’oggetto volante in quel frangente si trovava a poca distanza sulla verticale dell’abitato di Chiesa in Valmalenco! Le testimonianze vere ci dicono come stanno le cose; non il mito di sistema!
Video di Parigi 2011: https://www.youtube.com/watch?v=UnUpJw5sahg
