UAP e F-15 sopra Vassalini (SO) 2019

Il presente evento, straordinario per dinamica e contesto, si è verificato in località Vassalini, Valmalenco (Sondrio), nei pressi di Chiesa Valmalenco. Il giorno 2 novembre 2019, intorno alle 11:50, in tutta la valle fu udito il boato prodotto da un jet militare impegnato in manovre a bassa quota.

Nelle aree dove il volo militare a bassa quota è regolamentato con estrema rigidità, la presenza di un velivolo che scende ben sotto i limiti consentiti è quasi sempre indice “a monte” di una causa ben precisa. Se non si tratta di mera esibizione, vi è la necessità di verificare se non inseguire un oggetto volante anomalo.

La Valmalenco, negli anni passati, ha più volte visto episodi peraltro ben documentati in questa direzione. Ciò che cambia di volta in volta, è ciò che rimane a margine dell’evento, poiché aspetti unicamente a disposizione di coloro che vanno ad approfondire.

1- Il jet arriva in vallata

Tra coloro che in questa occasione alzarono lo sguardo, vi fu anche Alessandro Di Roio, ex Comandante Maresciallo, che colse immediatamente al volo l’anomalia. Fotografare un jet in avvicinamento è difficile; molto meno catturarlo mentre si allontana, oppure ad una certa distanza.

La sottostante fotografia ci mostra in modo inequivocabile il momento in cui il jet, un presunto F-15, compie uno dei suoi passaggi in modalità acrobatica. In quell’istante l’oggetto esogeno causa dell’evento UAP, si porta sino a sfiorare l’erba dando la sensazione quasi di stallare un attimo per farsi riprendere.

Occorre ribadire che nel corso di tutta la manifestazione, nulla ha dato adito anche solamente al minimo dubbio che tra le due parti fosse in corso un aspetto bellicoso.

2- Esibizione acrobatica

La serie fotografica conta circa venti scatti, alcuni ordinari, altri decisamente notevoli. Gli indizi in gioco suggeriscono la possibile presenza di due UAP, oppure di un unico oggetto esogeno, in grado di modificare forma e dimensioni.

Tale possibilità sino a ieri considerata “eretica” poiché la fisica classica non poteva concedere tanto; dopo le audizioni ufficiali statunitensi sugli UAP è cambiato il campo delle varianti possibili. Questo poiché su di un versante la fisica quantistica ha fatto enormi passi in avanti, mentre gli addetti ai lavori hanno riscontrato che nel corso delle manifestazioni UAP i presunti oggetti possono cambiare forma e dimensione in volo. Possono violare l’aerodinamica nota, al punto in cui sono state viste volare delle forme cubiche o piramidali. Si è assistito al comparire e scomparire istantaneo di quanto in precedenza non si sarebbe mai supposto.

Questi punti della fenomenologia UAP sono oggi parte della documentazione ufficiale disponibile; pertanto va scomparendo l’aspetto “eretico”.

3- Sotto le nuvole per essere visti

TEMPISTICA ADOTTATA

Questo episodio è rimasto per anni in sala di decantazione. Due sono i motivi principali: Il contesto personale di Di Roio, all’epoca coinvolto in ondate di delegittimazione che scoraggiarono ulteriori pubblicazioni.

Poi vi fu la natura delle fotografie, le quali presentano anomalie tecniche definite quali “discrasie fotografiche”. Particolarità spesso fraintese o utilizzate come pretesto per squalificare l’intero materiale. Poiché la questione è poco nota alla massa, è utile chiarirla.

DISCRASIA FOTOGRAFICA INDOTTA

Per discrasia fotografica si intende una riscontrabile anomalia non attribuibile a manipolazione umana, ma ad interazione da causa esterna. Tale interferenza avviene con il sensore o con i dati di acquisizione della fotocamera. L’anomalia può riguardare l’aspetto estetico dell’immagine, i dati EXIF oppure entrambi, come se una fonte ignota si divertisse a mischiare le carte.

Nel caso di Vassalini, tutte le foto mostrano alterazioni nei dati di acquisizione: data, orario, numerazione progressiva. La fotocamera, prima e dopo la sequenza risultò funzionante, quindi l’azione è ben delineata nel tempo e nella modalità.

4-Giocando a rimpiattino

Una domanda logica a questo punto è: se qualcuno volesse creare un falso credibile, perché mai dovrebbe alterare proprio i dati macchina, aspetto che oggi qualunque falsario potrebbe evitare accuratamente?

La discrasia dunque, non ha senso come artificio umano, poiché lede l’autore. Cambia la panoramica se interpretata come: motivata interferenza esterna in funzione di un preciso fine.

IL CONCETTO DI REALTA’ NEL FENOMENO UAP

Emergono quindi due ipotetici livelli di realtà. L’evento oggettivamente reale o presunto tale, osservato fotografato e condiviso; ma poi esiste altro livello. Ovvero quanto la fotocamera registra, quando è soggetta a interferenza esterna. Al passo seguente emerge una domanda cruciale: quanto i due livelli sono coerenti e quanto incoerenti e cosa ciò presuppone?

Diceva un tale che nella vita occorre sempre fare la tara e, questa non è banalità fine a sé stessa. Pertanto ora ci troviamo a chiedere se l’F-15 è oggettivamente reale oppure simulato. Detto diversamente: se la regia ci può cambiare i dati di acquisizione e ci può far vedere a piacimento, ufo ed entità aliene; non potrebbe anche farci vedere dei finti velivoli nostri?

5- Giochi di prestigio

Per ammissione degli stessi apparati USA, un UAP può ingannare i radar, generare immagini interpretate come velivoli, interferire con sistemi ottici. Valutando la soprastante fotografia si riscontra il fatto che l’oggetto esogeno che prima se ne stava piccolo a filo erba, ora se è lo stesso si trova oltre il jet ed è alquanto grande; cosa tutta da spiegare.

Analizzando poi l’ingrandimento del presunto F-15 come da immagine sottostante, emergono elementi poco compatibili con un velivolo convenzionale. Presenza di piccole sfere bianche attorno alla struttura; una sorta di appendice non coerente con la silhouette nota degli F-15, pattern luminosi non osservabili nei modelli reali. Questi elementi non consentono affermazioni definitive, ma rendono legittimo il dubbio. I conti non tornano.

6- Incongruenze estetiche

SFERE BIANCHE

Chi si interessa di ufologia, le ha riscontrate ovunque nel panorama ufologico. Grandi, piccole, di varie colorazioni etc., con apparenti variegate caratteristiche e funzioni. Talvolta si presentano quali droni, coinvolti in processi di interazione con fenomeni più ampi e complessi; mentre in altre occasioni come l’attuale paiono piccole sferette con funzione da meglio definire.

Alcune ipotesi marginali per quanto riguarda le piccole sferette, suggeriscono che possano fungere quali “marcatori” o “ancoraggi” o “riferimenti”. Ipoteticamente quali elementi di una struttura olografica avanzata o supporti di stabilizzazione del campo e della immagine.

In contesti militari statunitensi, la presenza di sfere associate a manifestazioni UAP è stata accennata in modo non esplicito, ma non assolutamente smentita.

Mediante la sottostante fotografia si riscontra che mentre un oggetto esogeno è appena passato in diagonale discendente davanti alla fotocamera; un jet nostro è accompagnato in direzione opposta da una flottiglia di sfere bianche. In questo caso le sfere bianche si potrebbero pure ipotizzare quali droni o comunque elementi interagenti.

7- Sfere bianche accompagnano il jet

OLOGRAFIA IN ARRIVO

Alcune teorie coerenti con quanto emerso nelle recenti audizioni USA, propongono che in taluni casi l’immagine del velivolo possa essere una proiezione olografica interagente, basata su tecnologie non umane.

Tale ipotesi mi è valsa in passato delle critiche, poiché mi si accusava di fumosità fantascientifica. Oggi seppure ancora non accettata a livello di massa, quantomeno l’ipotesi “olografia interagente”, non è più in contrasto con la fisica quantistica. Pertanto la discrasia dei dati macchina, l’aspetto anomalo del jet, le interferenze note degli UAP con i sistemi ottici etc. diventano quantomeno ipotizzabili.

REALTA’ MEDIATA

Non è affermazione mia, ma della scienza più avanzata: “la realtà che l’essere umano vive non è oggettivamente reale, in quanto è realtà mediata”. Realtà mediata significa: fornita da uno strumento e, lo strumento è la facoltà sensoriale. Quindi l’essere umano non può sapere cosa esiste là fuori, poiché può unicamente sapere cosa impone il mediatore!

Assieme alla facoltà sensoriale svolge azione il cervello umano e la mente. Questo apparato ti dice cosa tu devi credere e, ciò che credi tu, non necessariamente è quanto credono altri. Quindi se per un soggetto esiste di fronte un UAP, per un altro può non esistere affatto. Sino al punto estremo in cui un soggetto vede e fotografa un ufo, mentre il suo vicino vede e fotografa, ma l’ufo nella foto non esiste affatto!

8- Nel gioco della simulazione

Quanto detto porta nella direzione in cui la decantata realtà non solo non è oggettiva ma mediata, ma è pure diversificata in base ai soggetti in gioco.

Se un fenomeno o meglio chi lo genera, decide a chi e come apparire; in funzione di quale messaggio palese o recondito far passare, significa che il vissuto umano non è univoco ma diversificato.

CONCLUSIONE

La manifestazione di Vassalini non può essere liquidata come un semplice inseguimento tra un jet e un oggetto anomalo. Il termine scramble era di dovere, ma che oggettivamente lo sia stato è tutto da dimostrare.
La vicenda presenta livelli di lettura sovrapposti: fenomenologici, tecnici e interpretativi, i quali richiedono un approccio nuovo e più maturo, lontano dalle semplificazioni di comodo che hanno caratterizzato la vecchia ufologia.

Gli elementi emersi impongono una revisione profonda del concetto stesso di “realtà osservata”, come suggerito anche dalle attuali discussioni internazionali sugli UAP. Quanto emerso sarà il filo conduttore dei tempi a venire, se ne facciano una ragione i blasonati esperti di quanto ormai tramontato.

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