Velivolo mutante UAP

Il presente articolo si prefigge di comparare lo status in cui si trova la tecnologia aliena mediante la presente vicenda, in fatto di aeree manifestazioni mutanti; posta a confronto con le aeree e tecnologiche realizzazioni umane. Il compito è arduo ed inizia con la presentazione di una delle tante manifestazioni aliene in Valtellina.

La vicenda che si va a presentare si è verificata il 18/10/2021. Sono presenti alcune persone quando un oggetto volante viene visto volteggiare sopra la zona di Busteggia/Gambaro, vicinanze di Sondrio.

Data l’insistenza col quale si presenta, uno dei testimoni, ovvero Alessandro Di Roio ex Comandante dei Carabinieri, decide di riprendere. L’oggetto si avvicina e si allontana, sale e scende di quota. Praticamente pare esibirsi e la sua esibizione, in base alle registrazioni fotografiche, durerà all’incirca due minuti. Il prima e il dopo non è stato accertato.

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L’occasione è ghiotta per chi abituato a questo genere di esperienze; quindi vengono scattate una ventina di foto. Non tutte sono di ottima qualità, poiché incide anche il repentino muoversi e la difficoltà del riprendere in cielo a distanze variabili. Operata una selezione, nel presente articolo saranno proposte le migliori fotografie.

UFO o UAP

L’oggetto non ha estetica convenzionale quale aereo, elicottero, drone oppure sonda. Non genera rumore e non presenta eliche o reattori e, neppure pare avere impatto con l’aria. In certi frangenti pare stallare. In altri frangenti, come in seguito si evidenzierà, pare cambiare forma in volo, al netto dei cambi di prospettiva. Quanto questa possibilità è cosa certa oppure ipotetica, lo andremo a vedere. In quanto a tipologia ovvero estetica del velivolo, non ci sono precedenti riscontri in Valtellina; ma per quanto riguarda queste manifestazioni UAP, pare non esserci limite al limite.

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In altre occasioni, sempre nel valtellinese, sono stati viste e riprese manifestazioni di velivoli mutaforma, ma non con la stessa estetica di quella qui presentata. A questo punto, parallelamente, sorge una impegnativa domanda: queste manifestazioni riguardano unicamente ipotetici oggetti volanti, oppure possono comprendere altri generi comprese entità oppure umanoidi se non apparenti umani? Non è questo il contesto per un eventuale tentativo di risposta, quindi torniamo alla manifestazione in oggetto.

Questi particolari riscontri relativi al cambiamento di forma in volo, spostano la lancetta dalla ipotesi UFO a quella di nuova concezione, ovvero UAP. Quindi non si tratterebbe più di un classico oggetto volante, ma di una manifestazione paragonabile ad una virtualità olografica con le caratteristiche estetiche di una oggettività reale. Quindi da stabilire eventuale facoltà di interazione nell’ambiente.

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Le foto

La soprastante foto 1 è spettacolare in quanto nitidezza. Ci fa vedere l’oggetto volante visto presumibilmente in pianta. Da stabilire se il suo volo presuppone una sola postura, oppure vola mediante molteplici posizioni. Pare vedersi il richiamo ad una immaginaria serratura con tanto di inserimento per la chiave al centro; in una parte bianca ora stante in ombra.

Mediante la foto 2 vediamo lateralmente l’oggetto e qui la prima incongruenza. Mentre mediante la foto uno la parte posteriore si pone verso l’esterno; mediante questa la parte posteriore rientra. Se non si tratta di altro oggetto volante, significa che la parte posteriore può in modo indifferente, fuoriuscire e rientrare.

Mediate la foto 3 nuovamente la parte posteriore appare come la 1, ovvero si esterna. Ciò induce ad ipotizzare che il velivolo avrebbe caratteristica circa la gestione in volo e qui, vi sarebbe da domandarsi in funzione di quale fase di volo. Esempio: fuoriesce la parte posteriore quando rallenta e stalla?

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L’oggetto volante mediante la foto 4, è visto da altra prospettiva. Lo vediamo ora dalla parte laterale/sottostante. Diventa evidente il fatto che la parte posteriore in questo frangente è scomparsa, oppure fortemente rientrata.

La figura si presenta lateralmente come squadrata. I due lati non paiono della stessa lunghezza o quantomeno non sono più simmetrici. Parrebbe addirittura essersi curvato ad angolo. Anche la punta è squadrata e non appare più arrotondata come in altri frangenti.

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Mediante la 5, vediamo che la punta è ridiventata tonda e, la parte posteriore nuovamente arrotondata verso l’esterno. Tutto questo variare l’estetica, induce il pensiero che l’oggetto disponga della facoltà di mutazione in volo; forse entro determinati limiti tutti da definire; ma nulla esclude che le possibilità possano essere infinite.

Unica evidenza certa, è il fatto che tutto questo nulla ha a che fare con la tecnologia umana comunemente nota allo stato attuale, sebbene anche i nostri si stanno prodigando in tale direzione. La così detta “retro/ingegneria” contempla esattamente il replicare l’altrui prodotto.

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Mediante la foto 6 la parte posteriore ridiventa lineare; ma in questa occasione sono ben evidenti due alette laterali riverse vero l’esterno posteriore. Nella parte centrale, spiccano due piccole luci bianche in zona d’ombra, poste su quella precedente parte bianca.

I cambiamenti sono repentini e veloci. Va considerato il fatto che 19 scatti in due minuti scarsi, significa in media, uno scatto ogni 6 secondi. Nulla poi esclude la possibilità che le foto abbiano ovviamente fissato una serie di estetiche diverse, ma non certamente la costante metamorfosi per il quale sarebbe occorso una videoripresa.

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Mediante la foto 7 si riscontra altro particolare sconcertante: l’oggetto pare essersi rinchiuso in una forma con lati paralleli o quasi.

Ovviamente qualcuno a questo punto potrebbe obiettare: siamo certi che questa manifestazione UAP ci sta facendo vedere un oggetto volante reale e mutante, quando invece si tratta di proiezione olografica forse dotata di facoltà interagente se non di intelligenza artificiale? Ai posteri l’ardua sentenza.

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Mediante la foto 8 le due parti laterali paiono nuovamente riaprirsi. Interessante la parte centrale bianca e vagamente sferica. Ha accompagnato tutte le fasi della metamorfosi, considerando pure che aspetti del genere, sono stati notati anche in numerosi altri casi.

La parte posteriore nuovamente appare rientrata. Questo costante mutare non può essere accostato ad una eventuale casualità; ma ad una intenzionale e costante mutazione intelligente, non disgiunta dal riscontro relativo al volo certamente intelligente.

Sconcertante foto 9

La sottostante foto 9, l’ho lasciata per ultima data l’importante particolarità, nonostante mediante la corretta sequenza si doveva inserire vicino alla 7. Qui non si possono avere dubbi circa il fatto che il velivolo si è richiuso a parallelepipedo se visto da sopra o sotto.

Nella parte frontale compare la vaga forma di una testa di volatile. Cosa apparentemente assurda; ma occorre tenere presente che in altre occasioni sono stati visti e ripresi apparenti uccelli mentre si concretizzano e scompaiono! Quindi tutto diventa possibile e manifestabile. La sfera bianca ora pare schiacciata tra le due parti laterali.

Certamente qualcuno potrebbe tirare in ballo forme di pareidolia e non potrebbe essere facilmente messo a tacere; anche perché osservando bene, addirittura pare vedersi la vaga forma del capo di una entità aliena mentre guarda verso il basso. Tutte ipotesi ovviamente, che però inducono riflessioni.

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Il dubbio

Dopo aver considerato tutte le foto nel loro insieme, una domanda sorge spontanea: è stato ripreso un unico oggetto, oppure, in base al fatto che queste presenze possono comparire e scomparire improvvisamente, più presenze sono alternativamente comparse in gioco generando l’ipotesi del cambio di forma?

La domanda pare cervellotica e priva di fondamento, ma ipoteticamente è fattibile. Se osserviamo la sottostante comparazione, diventa evidente la cosa. Le tre parti posteriori degli oggetti A-B-C- sono palesemente diverse, quindi se non si tratta di cambio di assetto, si deve trattare di cambio d’oggetto; anche se questa ipotesi è meno sostenibile.

La forma del particolare D poi manda in frantumi ogni logica se trattasi di stesso oggetto. Qui addirittura compare la pareidolia di presunto essere alieno a bordo e pure di presunta testa di comune volatile nella parte frontale soprastante.

Come se una superiore “regia” dicesse: possiamo farvi vedere ciò che vogliamo…

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Tecnologia di casa nostra

Forse, ma anche senza forse, la ricerca umana tenta di replicare quella aliena. Riscontrato il fatto che quella aliena dispone della facoltà mutante; anche i nostri ci vogliono provare. A questa motivazione poi si aggiunge il fatto che la gestione della forma in volo presuppone un possibile beneficio.

 L’esempio più evidente è la gestione nei nostri aerei, del dentro/fuori del carrello, con apertura e chiusura sottostante; ma esistono velivoli capaci di modificare l’apertura alare, la geometria delle ali e alcune superfici aerodinamiche. Esistono inoltre strutture sperimentali deformabili; ma occorre distinguere ciò che è stato realizzato e collaudato, rispetto l’ambito della ricerca.

Le ali possono chiudersi all’indietro o in avanti, modificando la loro geometria. È il principio adottato da velivoli come l’F-14 Tomcat, il Tornado e il bombardiere B-1. Esistono anche prove sperimentali di ali le cui estremità si ripiegano in volo.

L’ala può cambiare curvatura, diventando più o meno arcuata. Non si tratta soltanto di spostare un’aletta: alcune tecnologie consentono di deformare progressivamente la superficie, riducendo le discontinuità delle ali convenzionali.

In ambito sperimentale si è giunti al fatto che un’ala può torcersi, modificando l’angolo con cui incontra l’aria. Le ali flessibili possono inoltre deformarsi in maniera controllata per adattarsi alle condizioni di volo.

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Un’ala può ruotare rispetto alla fusoliera, cambiando orientamento. Il velivolo sperimentale NASA AD-1, per esempio, aveva un’ala obliqua che ruotava durante il volo. Non era una trasformazione istantanea dell’intero aeromobile, ma una variazione meccanica della sua configurazione.

Un riferimento recente ed interessante, è il progetto morphAIR del centro aerospaziale tedesco DLR. Nell’aprile 2026 il DLR ha annunciato prove in volo di ali capaci di modificare la propria forma, controllate mediante intelligenza artificiale. Si tratta di un dimostratore sperimentale, non di un aereo operativo capace di trasformarsi liberamente. Certamente la nostra tecnologia sta avanzando e forse un giorno non riusciremo più a distinguere se si tratta di roba nostra o meno.

Ricordo che l’aspetto mutante, pure è stato menzionato mediante le recenti ammissioni degli Apparati Militari USA inerenti velivoli UAP. Qui però compare il confine della diversità in gioco.

L’acronimo UFO presuppone “oggetto”. L’acronimo UAP presuppone “fenomeno” e non oggetto. Da qui la domanda: se la manifestazione UAP non è un oggetto; cosa è?

Ovvia la risposta; se non è un oggetto, è la rappresentazione di un: “finto oggetto”. Ovvero la manifestazione intelligente di una rappresentazione non convenzionale o materiale in senso classico. Qui si rimette in gioco il paradigma mediante il quale definiamo la realtà! Il futuro si preannuncia interessante!

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