In merito alla vicenda degli ufo della Valmalenco, in troppi hanno avuto la spudoratezza di mentire di fronte all’evidenza, come se costoro non fossero visibili dal cittadino medio. Ancora non era emerso il fenomeno Valmalenco degli ultimi quindici anni, e già erano comparsi in scena i troll come da sistematica volontà; perché?
Non semplicemente i classici disturbatori figli dell’ignoranza becera della massa; ma quelli sistematici, quelli che nell’interesse di qualcosa o qualcuno, si sono adoperati per quell’ideale tutto da definire. Quelli che hanno messo in circolazione fotografie vere in origine, ma poi palesemente alterate ad uso e consumo.
Un questo senso tiene banco la foto del caso Lanzada, quella detta del lampione stradale; ma se ne potrebbero ricordare molte altre. Quanto detto evidenzia che non si trattava di opinioni oppure casi isolati, ma il prodotto di una intenzionalità consapevolmente mirata. Il fine era ovvio, imporre discredito. Allora ancora gli UFO non erano ufficialmente ammessi, se non mediante furbesca narrativa di sistema.
(sottostante foto periziata genuina poi rivalutata e, dimissioni Angelucci)

Massimo Angelucci in quanto consulente scientifico e coordinatore del CUN, tentò di imporre un certo indirizzo logico per quanto riguardava il materiale fotografico. Quindi commissionò una Perizia Forense relativa alla soprastante foto dell’alieno che fa capolino, ma nonostante la sentenza espresse genuinità, il maremoto poi doveva arrivare.
Le eminenti menti dell’empireo ufologico italiano, non potevano far passare un dato di fatto del genere, pertanto avvenne che il CUN mediante Roberto Pinotti sentenziò la presenza di una ipotetica perizia con tanto di esito attestante il fake. Non solamente in merito a quella, ma a tutte le foto controllate. A specifica richiesta di esibire quanto asserito, non essendo stato dimostrato nulla, Massimo Angelucci si ritrovò ai ferri corti con lo stesso CUN che peraltro in quel momento rappresentava. Ciò determinò la soprastante presa di posizione.
In un paese bigotto come l’Italia, a trazione mafio-massonica con benedizione papale, un evento del genere, ovvero la presenza di entità aliene in Valtellina, non poteva o doveva passare. Le cose le mise a posto Roberto Pinotti emerito rappresentante del CUN e dell’ufologia italiana, nel momento in cui, evirato Angelucci per poter operare liberamente, passò all’attacco conducendo una operazione di rappresaglia intesa a delegittimare l’ufologia della Valmalenco. Roberto Pinotti doveva dimostrare che la sua posizione nell’ambito dell’ufologia italiana era giustamente meritata, in funzione di logiche che i comuni mortali non potevano capire.
Quella soprastante è la dichiarazione di Massimo Angelucci quando esprimendo il suo totale dissenso, prese le distanze dal CUN. Quale la causa di fondo? Risposta: la modalità tecnica operativa, non disgiunta dalla moralità del Direttivo CUN. In seguito a questa vicenda in molti lasciarono il CUN, quindi l’affermazione poi del Direttivo in merito al fatto che avrebbero lasciato gli infedeli e sarebbero rimasti i migliori, ancora non ha trovato riscontro.
LA VICENDA ALESSANDRO DI ROIO
Non è possibile tirare in ballo l’ufologia valtellinese, senza tirare in ballo l’ex Comandante della Stazione Carabinieri di Chiesa in Valmalenco: Alessandro Di Roio. Nell’adempimento delle proprie mansioni, come previsto dalla legge italiana, il Comandante verbalizzò, dette seguito e pure personalmente accertò, quanto i cittadini locali andavano segnalando presso la Stazione Carabinieri di Chiesa.
( terza vittoria legale della lunga serie ed entrata in scena delle Jene)

Dapprima i cittadini segnalavano ma non firmavano le dichiarazioni, poi iniziarono le conferme firmate. Come da prassi Di Roio passava la documentazione ai livelli superiori e ciò avvenne sino a quando iniziarono i problemi. Ad un certo punto i superiori non accettavano più di buon grado le segnalazioni, date le implicazioni a seguire, pertanto invitarono il Di Roio a soprassedere.
La legge italiana è però chiara in merito, pertanto Di Roio continuò nella applicazione di tale dovere. Occorre a questo punto tenere bene in mente il fatto che il riscontro ufologico non si concretizzò esclusivamente mediante un solo uomo in divisa, ma da parte di tutti coloro che ne ebbero riscontro con o senza divisa, pertanto anche colleghi mantenuti in modalità defilata. Ora ai livelli superiori dovevano gestire la patata bollente e, in parte in un certo modo la gestirono.
Onde precisare, occorre evidenziare il fatto che ad oggi sotto l’aspetto ufficiale, nessuna contestazione risulta essere stata mossa nei confronti dei testimoni dichiaranti e firmatari delle segnalazioni. Se di falso si trattava, causa il procurato ingiustificato allarme, i falsi testimoni si sarebbero dovuti perseguire a norma di legge. A livello ufficiale, nulla nei confronti dei cittadini e, nulla in merito ai rappresentanti dell’arma è stato contestato in questo senso.
(quando per strada si fermavano i veicoli per osservare cosa presente in cielo)

O meglio: nessuna contestazione venne ufficialmente mossa in merito alle testimonianze; però la ritorsione trasversale e vessatoria non tardò ad arrivare. E’ a questo punto che compaiono denunce nei confronti del Di Roio, ma su questioni non inerenti l’aspetto ufologico. Quindi comparvero processi, rinvii, ricorsi, assoluzioni, scomparsa di documenti, condanne con ripetute su fatti inconsistenti. Insomma, il Di Roio non aveva inteso fermare i riscontri, pertanto la giustizia applicò strategia vessatoria nei suoi confronti. Alla fine della fiera il tutto si ridusse ad una assoluzione generale con tanto di prepensionamento, purché si levasse dalla circolazione.
Ora però andiamo a considerare quanto nessuno volle vedere, ma prima una postilla in merito alle Jene. Occorre ricordare che della vicenda ufologica valtellinese si occuparono anche le Jene. Andarono sul posto intervistarono testimoni, produssero materiale che avrebbe sconcertato la platea. Poi avvenne che al momento del rendere pubblico, un granellino di sabbia si frappose nell’ingranaggio. Lo impose il caso oppure una meschina mano ignota?
Non lo possiamo sapere, certamente però nessuna mano altrettanto ignota o meno tolse il granellino. Essendo stato però in precedenza affermato che si sarebbe detta la verità in merito all’ufologia valtellinese, all’ultimo istante misero in onda quanto il granellino concedeva. Morale della storia: misero in onda la bassezza morale dell’informazione di sistema, ovvero l’acqua sporca col quale si erano lavati i piedi e le mani.
QUANTO NESSUNO VOLLE VEDERE
Ora a sentenza definitiva, riconosciuta l’innocenza dell’imputato, occorre per un minimo di coerenza, porre attenzione a quell’aspetto che nessuno ha inteso considerare a dovere in precedenza, dati i granellini in circolazione.
Tale aspetto che ora poniamo quale paletto inamovibile è il seguente: NELL’ARCO DEI DODICI ANNI NEL CORSO DEL QUALE IL COMANDANTE HA CONDIVISO AI LIVELLI SUPERIORI IL MATERIALE FOTOGRAFICO INERENTE LE VICENDE UFOLOGICHE TESTIMONIATE, ASSIEME ALLE RELAZIONI DI SERVIZIO, NESSUNA CONTESTAZIONE DAI VERTICI DELL’ARMA E’ MAI STATA POSTA IN MERITO ALLA AUTENTICITA’ O GENUINITA’ DEL MATERIALE FOTOGRAFICO DEPOSITATO.
NEPPURE IN SEDE PROCESSUALE, TRIBUNALE DI SONDRIO COMPRESO, DI FRONTE AL DOSSIER RILASCIATO DAI LEGALI DEL COMANDANTE PER CONTO DEL LORO ASSISTITO, HANNO GENERATO IL BENCHE’ MINIMO DUBBIO IN MERITO ALLA GENUINITA’ DELLE FOTO. Il COMANDANTE FU PERSEGUITO PER COSE CHE NULLA AVEVANO A CHE FARE CON LA GENUINITA’ DEL MATERIALE FOTOGRAFICO.
Domanda: ma se i vertici dell’Arma intendevano realmente inchiappettarsi il Di Royo, cosa del quale io dubito fortemente, essendo il materiale un colossale falso come asserito dal CUN, perché non denunciare di falso e procurato allarme il Comandante? Perché farlo con amenità che nulla hanno dimostrato se non l’innocenza? A questo punto ringrazio le sacre Istituzioni per non averlo fatto, cosa possibile indipendentemente dalla genuinità del materiale|.
(quando la luna passava davanti e non dietro le nuvole)

Quindi caro CUN, se avete ragione voi, per conseguenza hanno torto i vertici della Benemerita, l’Aeronautica Militare e, il Ministero della Difesa. Viceversa voi, l’avete fatta fuori dal vaso!…
Perché a livello mediatico e non solo, l’aspetto sopra menzionato nessuno lo considerò compresi alcuni oleosi giornalisti di servizio? Questa domanda è rivolta a tutti i contestatori asserviti. Quindi per conseguenza al CUN, Centro Ufologico Nazionale, primo contestatore contrario all’ufologia valtellinese. Non mi aspetto da Pinotti o Benni una risposta corretta e sensata, poiché sino ad ora hanno dimostrato di remare per altra occulta barca.
L’OGGETTO DEL CONTENDERE
Il CUN mediante Roberto Pinotti ed Alfredo Benni hanno categoricamente affermato che le perizie forensi condotte, hanno palesemente dimostrato che di falsi si tratta. Bene, allora mettete le perizie (ovviamente non edulcorate) sul tavolo e fate in modo che siano autenticate da istituzioni in possesso dei necessari requisiti di competenza. Pertanto organismi legittimati e non amici degli amici di quartiere o semplici iscritti del CUN.
Fatto ciò, ora si deve considerare altro tasto: le foto che il CUN asserisce di aver fatto periziare, cosa non dimostrata, sono le foto presenti nel dossier depositato presso il Tribunale di Sondrio e pertanto le foto nella versione originaria, oppure sono versioni da altrove provenienti e, in questo caso da dove? Tra le foto fatte circolare ed in base al quale si tratterebbe di falsi, ho riconosciuto foto tratte dal mio blog. Questa è pura scorrettezza made in CUN.
Io dispongo di foto in versione originale relative all’ufologia valtellinese, ma è risaputo sino alla noia che una foto postata in rete, non è più presente quale versione originale, pertanto inopportuna per eventuale perizia. Pinotti avrebbe potuto richiedermi le foto in versione originale, oppure richiederle ad Angelucci se non direttamente agli autori; invece realizza altra strada. Questo si chiama mentire sapendo di mentire.
QUANDO IL CUN E IL CICAP LAVORAVANO ASSIEME
La recente ondata relativa agli avvistamenti ufologici in Valtellina è nata pressappoco nel 2010. Il fenomeno è però datato molto addietro nel tempo, cosa che si evince dalle tradizioni locali, se non in seguito dal caso Monguzzi. L’ufologia come oggi intesa la si è riscontrata come da locandina sottostante con data 3/4/2003. Occasione in cui fu indetto un incontro a carattere ufologico mediante il CUN Lombardia, ovvero Alfredo Benni.
(quando il binomio era trainante)

Stranamente la locandina fu commissionata come la vediamo, ovvero con la partecipazione del CICAP. Quindi in una conferenza ove sono presentati ospiti in quanto testimoni di eventi ufologici eccezionali, nonché Vladimiro Bibolotti in rappresentanza del CUN, qualcuno inserì il CICAP. Ricordo che allora il CICAP ancora negava la presenza degli ufo/alieni su questo pianeta.
Ovviamente oggi, dopo le eclatanti ammissioni del Pentagono, ben difficilmente si potrebbe riscontrare lo stesso CICAP ad una conferenza del genere. Però alle facce toste non vi è mai limite. Ora si comprende per quale motivo un ampio numero di ricercatori ufologi, dopo essere passati nel CUN, poi con deludente nausea se ne sono andati. Sono rimasti gli altri, gli intimi.
(quando comparve “il malieno”)

DOVE CADDE L’ASINO.
In questa vicenda circa le presunte foto false dell’ufologia valtellinese, l’asino è caduto nel momento in cui l’Arma dei Carabinieri avvallò la genuinità delle foto presenti nei verbali ponendole quale prova nel Dossier. Le foto non furono sentenziate un falso neppure in sede di giudizio. Veramente strano il fatto che quanto asserito, sino ad ora non ha assunto a livello di riscontro mediatico, la giusta collocazione. Proprio come se nella nostra società le teste di legno siano presenti ovunque, assieme ai granellini di sabbia.
(cosa vedono i gestori delle operazioni scramble in Valtellina?)

Sintesi finale: perché l’Arma dei Carabinieri, ma pure le altre sacre Istituzioni, non denunciarono Alessandro di Roio per spaccio di foto false e procurato allarme? Paura che si sarebbe potuto mettere in moto un meccanismo non più gestibile e mediaticamente sconveniente? Cosa potrebbe mai avvenire se i piloti del soprastante e altri scramble, una volta andati in pensione, iniziassero a rivelare? Ora tu Pinotti, continuerai a dire che tutte le foto ufologiche della Valtellina sono false?
