Alpe Gera andando oltre

Seconda parte: terza foto clandestina

Dunque ci troviamo mediante questa terza foto clandestina, ovvero la sottostante, dentro il cantiere dove stanno costruendo la base della diga Alpe Gera. Come evidente, vi è la sconcertante presenza di una entità aliena di alta statura. Costei sta osservando i lavori in corso, con tanto di operai nei paraggi (cerchiati in azzurro). Uno posto sopra il muro di sostegno e altri due sopra il camion. Costoro sono consapevoli che il fotografo li sta riprendendo, guardano nella sua direzione, quindi si mettono in posa. La foto si presenta come intenzionalmente mirata per riprendere quanto in oggetto.

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Cerchiata in giallo di fianco alla entità aliena, vediamo una delle tante entrate nel sottosuolo. Non è una galleria casuale poiché retta da sostegni all’entrata e, presenta la pensilina vista anche altrove, forse per occultare la vista dall’alto.

Ora veniamo al muro che, non è il muro vero e proprio della diga, ma quello che sarà in seguito il muro retrostante o di contenimento per la gittata del muro della diga.

Nella sottostante foto tratta dal libro pubblicato da Italstrade, vediamo il muro nella fase iniziale. Nasce prima quella che sarà la parte centrale in quanto a lunghezza, ma dopo breve crescita, questa viene bruscamente interrotta per riscontrare mediante la soprastante foto (scattata ovviamente dopo) che nella parte centrale il muro è rimasto basso, mentre sul lato destro il muro va salendo.

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La cosa è anomala, poiché quando si costruisce un muro del genere, questo dovrebbe crescere su tutta la lunghezza, quindi ora andiamo a scoprire cosa avvenne. Voci di popolo sostennero che ad un certo punto della costruzione del detto muro di contenimento, i lavori vennero bloccati, poiché una causa imprecisata aveva bloccato i lavori; cosa?

Si potrebbe scoprire l’arcano in base alle voci di popolo; ma preferisco ora scoprirlo mediante la sottostante quarta foto clandestina. Qui vediamo che non fu bloccata la costruzione del muro in toto, ma unicamente nella parte centrale. Quale la causa?

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Probabilmente la cosa sarebbe rimasta ignota, se non fosse che un giorno ricevetti da soggetto rimasto anonimo, un messaggio che diceva: “se vuole capire per quale motivo i lavori del muro retrostante la diga furono fermati, guardi nell’angolo di sinistra sopra il muretto centrale”. Assieme al messaggio, un francobollo, il sottostante.

Rimasi di stucco, ovviamente nulla in assoluto mi dimostrava che le cose erano andate così; però dovevo ammettere che una serie di particolari confermavano una strabiliante ipotesi.

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Ad esempio notai il fatto che le due teste cerchiate in rosso, avevano nella parte sottostante, la costruzione di un sostegno che definire casuale era impossibile. Rimasi sconcertato, poiché chi mai avrebbe potuto produrre una foto falsa ma perfettamente coerente alle foto presentate in un libro non posto in commercio e praticamente introvabile?

Un mattino improvvisamente un lampo nella mia mente: le foto del libro mi avrebbero potuto fornire maggiori indicazioni involontariamente non censurate? Ecco cosa venne fuori, la foto sottostante:

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Qui vediamo con tanto di data, il fatto che il muro centrale e retrostante non è in costruzione. Gli operai del cantiere hanno da poco eseguito la prima gittata di cemento costituente il muro vero e proprio della diga.

Cerchiato in rosso e ingrandito per la conferma, vediamo una persona seduta e rivolta verso il punto in cui prima vi erano le due teste di “brontosaurus”. Ora il materiale contenente le teste è stato completamente asportato, forse per la gioia di qualche museo se il materiale non è finito in qualche sotterraneo. Domanda: se quell’uomo seduto fosse stato un operaio del cantiere, mentre gli altri lavorano, se ne sarebbe stato seduto così? La sua testimonianza sarebbe certamente apprezzata!

Ecco perché fermarono la costruzione della parte centrale del muro; dovevano risolvere il problema delle due teste di brontosauro, che certamente vennero asportate. Quale conferma a questa apparente assurdità, ricordo che non è una novità il trovare tracce di origine marina in cima ai monti e, tracce del genere in Valmalenco sono state ampiamente riscontrate.

Gallerie cunicoli entità

Visitando la zona, non è possibile non riscontrare una evidenza: tutta la zona diga Alpe Gera, è costellata di gallerie più o meno evidenti, da collocarsi temporalmente in un arco molto ampio e con funzioni diverse. Certamente vi sono gallerie che sono delle condotte funzionali alla diga, ma pure vi è altro.

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Come evidenziatosi mediante le cinque foto clandestine, ma pure confermate dal libro; sono presenti tutta una serie di imbocchi di varie misure, che alludono la presenza di cunicoli. Il soprastante ingrandimento in nero, ci fa vedere sebbene posto lontano, uno dei tanti cunicoli. È evidente che la forma del cunicolo non è naturale poiché squadrato, come non umana è la figura che dentro vi compare!

La soprastante foto 11/B ci fa vedere la stessa tipologia di entità, qui in mezzo ad una pietraia posta a non molta distanza dalla diga in questione. Ormai le conferme sono tante e tali, che negare sarebbe inutile. Questo significa che talune tipologie di entità aliene (queste dette generalmente allogeni, ma con richiamo ai misteriosi uomini lucertola o talpa), se ne stanno nella roccia e sotto terra.

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Onde evitare possibili malintesi, ribadisco il fatto che le entità riscontrate in Valmalenco mai hanno dato adito ad aggressività nei confronti degli umani. Non per nulla la popolazione, che comunque ne è consapevole, semplicemente fa finta di ignorarli. Il soprastante collage ci fa vedere una serie di entrate nel sottosuolo, con tanto di strana pensilina e mimetizzazione.

Interno diga Gera

Un giorno ricevetti da tale Michele Farina, collaboratore e ricercatore in ambito ufologico, alcune fotografie con il seguente messaggio: sono andato all’Alpe Gera, ho percorso la scala che porta ai corridoi interni. L’intento era quello di farmi scattare una foto e osservare il panorama. Provai ad abbassare la maniglia della porta, convinto che fosse chiusa. La maniglia cedette quindi ho aperto e, con sorpresa mi sono trovato davanti ad uno dei corridoi che percorrono la lunghezza della diga.

L’interno era illuminato, quindi ho scattato una foto che condivido. Non ho compreso perché hanno lasciato in un posto del genere, la porta aperta e le luci accese.

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In effetti, anch’io mi sono posto la stessa domanda. Non possedendo risposta certa, la più probabile in base a ricerche poi svolte, è che Michele ha trovato la porta aperta poiché è capitato sul posto mentre gli addetti ai controlli di sicurezza della diga, stavano all’interno seppure non visti, a controllare gli strumenti relativi la stabilità.

Chiusura

La vicenda “Alpe Gera” riportata, non concede dubbi. Quanto presente nel libro a livello fotografico, è perfettamente coerente con le cinque foto poste in circolazione in seguito da anonimo. Supponendo che il fotografo di Italstrade avesse circa 50 anni al momento degli scatti, ora avrebbe oltre 110 anni. Al momento della messa in circolazione delle cinque foto (fine anni 80, inizio 90) ne avrebbe avuto circa 80. Questa è l’età in cui il sottostare alle logiche di potere/censura perde mordente; è il momento in cui la coscienza si rifiuta di portare il segreto nella tomba, quindi quello che non può uscire dalla porta, esce dalla finestra.

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Per questo motivo ora raggiunta pure io questa età, ho deciso di rendere nota questa sconcertante vicenda dove lo Stato Italiano sapeva, ENEL e Italstrade pure. Ecco perché la voce di popolo si domandava: ma queste dighe sono state costruite per gli umani oppure per gli alieni? Tutto questo mentre ancora la massa media in Italia si domanda: ma gli alieni esistono?

Chiudo con la soprastante foto scattata da Campo Moro, la quale riprende un oggetto volante sopra la diga di Alpe Gera. Oggetto quantomeno similare a quello della foto uno. Ringrazio l’autore di questa foto, così come il fotografo di Italstrade per aver osato e reso pubblico. Ringrazio pure la voce di popolo ed i vari collaboratori. Peccato che il libro non è presente in commercio, quindi è una rarità poterne disporre. Alla voce di popolo un invito: perseverate, il tempo vi sta dando ragione!

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2 thoughts on “Alpe Gera andando oltre

  1. Claudia Colasanto

    Grazie Dario! Il lavoro che fai, la ricerca, l’accuratezza, la meticolosità e l’immancabile verifica del materiale e delle testimonianze prodotte, fanno di te una fonte affidabile e certa., che finalmente porta luce e verità al fenomeno in valle.
    Claudia Colasanto

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    1. dario.giacoletto Post author

      Grazie a te. Il mio lavoro non è molto diverso dal tuo. Entrambi lottiamo per una crescita individuale e collettiva.

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