Discrasia storica e archeologica

La discrasia storica/archeologica è la palese discrepanza o incongruenza tra realtà oggettiva, rispetto la narrativa fatta passare. Una cosa è certa: chi vince la guerra poi scrive la storia imponendo la narrativa. Così è sempre avvenuto, avviene e ancora avverrà. In futuro i cittadini di Gaza saranno ricordati quali terroristi e, giusta la guerra del popolo eletto. Espresso il preambolo, andiamo all’oggetto del presente articolo.

IL FUORI CONTESTO

Tradotto mediante altre parole significa: collocato in modo incoerente rispetto il contesto naturale. L’essere umano ha costantemente interagito con la natura; ovvio è il fatto che con il trascorrere dei secoli ha spostato, modificato, cambiato il contesto naturale, ovvio quindi che siano presenti ora sul pianeta, aspetti i quali evidenziano il fuori contesto dovuto a determinazione umana.

Il presente articolo non verte però ad evidenziare questi casi, ma quelli che riguardano un fuori contesto del quale non è evidente chi è stato l’artefice. Detto mediante altre parole, l’umano attuale non potrebbe replicare quanto tempo addietro qualcuno o qualcosa ha posto fuori contesto naturale. Consideriamo alcuni esempi:

IL MASSO DELLA STREGA

 Presso Prats de Lluçanès (Osona Spagna) è presente il sottostante masso, detto il masso forato o masso della strega. Di fronte a quest’opera alcune domande sono doverose.

  1. Il masso si trova in quella posizione per causa naturale o artificiale? Pare ovvia la risposta, questa è opera artificiale.
  2. Essendo improbabile che in quella posizione ci sia arrivato casualmente in modo naturale, chi lo ha posto in quella posizione? Con quali mezzi? In quanto a chi lo ha posto non è dato sapere, ma non certamente l’umano attuale che non avrebbe avuto mezzi e motivazione. Se questa affermazione non la si ritiene corretta, basta provare a replicarla con i mezzi di allora.
  3. Chi allora ha posto il masso, lo ha scavato altrove dove in precedenza si trovava e poi lo ha portato lì, oppure lo ha portato lì e poi scavato? E’ certamente più probabile la prima ipotesi, sebbene possibile anche la seconda. Consideriamo pure la difficoltà del creare un appoggio adeguato e non traballante.
  4. Perché compiere un’opera del genere e quale la funzione? La funzione è il punto nevralgico e non è certamente una funzione puramente estetica o religiosa. Certamente è una finalità funzionale, in un contesto a noi non noto. Il quesito è tra l’essere abitazione di un piccolo essere, oppure una sorta di riparo con sapore militare, comunque per esseri di bassa statura data la dimensione interna. Non regge l’ipotesi quale tomba, poiché nulla porta in quella direzione.
  5. Quanto vale la leggenda in base al quale l’autrice sarebbe la Strega di Napa che avrebbe realizzato l’opera nel 1766? Questa narrativa non ha alcun valore oggettivo, sebbene in passato possono averci creduto. Per di più se fosse stata realizzata in quella data, noi sapremmo pure chi, come e perché esiste questo masso.
  6. Quindi, cosa è questo masso? La spiegazione più coerente in base al panorama mondiale, suggerisce che questo masso scavato è una delle molti varianti delle così dette domus de janas oppure case o camini delle fate.
  7.  Mediante: Le domus de janas non erano tombe – Presenze Aliene , si è dimostrato che le domus non erano affatto tombe come imposto da mendace narrativa, però non è questo l’oggetto del presente procedere.

LA MACULUFA

Mediante la sottostante foto, ci troviamo in Sicilia presso il sito archeologico del monte Maculufa. Qui è indicata la presenza di un Villaggio preistorico dell’antica età del Bronzo con annesso santuario e necropoli. Il motivo per il quale propongo questa foto, è dovuto al fatto che il masso, è stranamente similare a quello precedente. In questo caso la domanda è: questa: masso è stato preparato, scavato e portato in loco, oppure questo masso si trova nella sua posizione originaria, e lì è stato internamente scavato?

Altra domanda: questo masso si è generato mediante disintegrazione accidentale della roccia circostante, oppure vi sono altre spiegazioni? Poi si nota un particolare presente in molteplici occasioni ove presenti queste finestrelle, ovvero la presenza di una lavorazione esterna intorno alla finestra. Ciò significa che la finestra non è comparsa in seguito a decadimento del materiale circostante, poiché la cornice dice altro.

Altro pure dicono le numerose domus de janas ivi presenti, poiché qui gli accademici di sistema dovrebbero spiegare come portavano i defunti all’interno ed il senso di tutto ciò.  Non essendoci prove del diversamente avvenuto, in questo caso possiamo ipotizzare che si tratta di masso con domus de janas correttamente inserito nel contesto circostante. Questa precisazione è doverosa poiché ora andiamo ai massi fuori contesto.

MASSO DI SANT’ELISEO (Sardegna)

In natura i massi si creano mediante distaccamento dalle pareti rocciose, rotolano a valle, si frantumano, quindi si smussano. Causa ghiacciai o acqua, si andranno a collocare nei punti più bassi o quantomeno ove collocati nel contesto naturale. Se troviamo massi sopra alture, oppure a valle e non smussati, significa che qualcosa di non naturale è avvenuto.

Sino ad ora la scienza ci ha detto che esistono i massi erratici, ci ha spiegato che possono scendere a valle e certamente esiste una certa logica per accettare tale affermazione, ma dovrebbe pure spiegarci come questo masso detto: “Su Crastu de Santu Eliseu” possa presentarsi in questo modo, in questo luogo. 

Questo è un imponente masso isolato di forma tronco piramidale rovesciata, alto circa 7-8 metri. L’interno è stato scavato su due piani e la parte interna superiore è ora visibile come da soprastante foto. Quindi si tratta di domus de janas su due piani, poi convertita o adattata a piccola cappella.

Ora la domanda che non compare mai negli articoli relativi al masso: COME è ARRIVATO LI’ QUEL MASSO? Sento un vociar di popolo che dice: in qualche modo naturale ci è arrivato, dopo il quale la mano dell’uomo ha ricavato la tomba e poi la cappella.

Le cose però sono andate così? Se questo masso fosse l’unico masso al mondo con queste caratteristiche, si potrebbe anche far finta ed accettare una tale ipotesi. Se però accertando emerge che su questo pianeta esiste un alto numero di massi scavati all’interno e posti fuori contesto naturale, allora qualche dubbio dovrebbe sorgere. Andiamo al riscontro di quanto affermato.

BORUCCA BUDDUSO’ (Sardegna)

Questo è il più sconcertante caso archeologico riscontrato in Sardegna. Si tratta di un enorme masso posto fuori contesto naturale, con presenza all’interno delle classiche domus de janas.

Il tempo stringe, pertanto chi interessato può trovare al seguente link una migliore esposizione: La Domus de janas di Borucca Buddusò – Presenze Aliene Ciò che ora è importante comprendere è il fatto che questo masso non è stato scavato ove ora si trova, ma è giunto ove si trova già scavato! Niente cappella al suo interno e neppure alcuna traccia quale tomba!

VITERBO/BOMARZO

Ora ci spostiamo e andiamo a Bomarzo/Viterbo in una zona prossima al Parco dei mostri, per riscontrare quanto individuato dal ricercatore Luca Zampi. Giunto in loco, Luca vede un grosso masso. Vede una porta semichiusa, suppone che si tratti di un comune riparo sotto roccia per animali, si avvicina e prova a spingere la porta che facilmente si apre.

L’interno cosparso di detriti, è completamente buio, pertanto accende una pila e, rimane sconcertato! Su due pareti, due grandi vasche in pietra, ma ciò che sconcerta è il fatto che le vasche non sono in posizione logica e funzionale. Anziché essere in posizione orizzontale, si trovano come da terza foto sottostante!!!

Cosa ci fanno delle vasche in quella posizione? Si potrebbe supporre che non sono vasche ma sarcofaghi, oppure finte mistiche porte o giacigli; ma sempre sono in posizione non congrua! Il masso si trova in posizione incongrua o fuori contesto ma la porta d’entrata è invece in posizione corretta, perché?

Luca torna alla porta e nota il fatto che quella porta in origine non era una porta, ma una tipica finestra da domus de janas, poi convertita in epoca recente per poter utilizzare l’interno. Ora però spuntano altre domande e la principale è la seguente: Se quel masso non era in quella posizione nel momento in cui è stato scavato; dove si trovava e come è arrivato nella posizione attuale? Nulla di posto nelle immediate vicinanze lo dice!

Osservando il masso si nota che è molto ossidato e coperto di muffa, cosa che presume antichità, ma nella parte frontale la roccia è scoperta e riporta tracce di lavorazioni effettuate, con parvenza di gradini e altro. Tutto molto interessante, ma rimane la domanda di fondo: Cosa ha fatto arrivare lì da chissà dove, quel masso già scavato all’interno?

Una cosa è certa, in un certo periodo storico qualcuno distruggeva le domus de janas, facendole esplodere e pertanto le scaraventava lontano. Questo parrebbe assurdo, ma poi la costante riscontrata ce lo conferma!

UNA COSTANTE E’ UNA PROVA

Quando un fenomeno si ripete generando una costante, dire che si tratta di fatto casuale è insultare l’intelligenza media e, lo diventa ancora di più quando si vuole far passare che le domus de janas erano tombe quando nulla lo ha mai provato. Non solamente non erano tombe poiché tutta una serie e elementi confermano (come ampiamente esposto mediante specifici articoli) ma vi è da stabilire come i sardi avrebbero scavato le domus de janas.

Per saperlo, tra le altre cose ho posto la domanda ad una Intelligenza Artificiale la quale ovviamente si avvale del qualificato sapere umano, ed ecco quale è stata la risposta che tutti voi potere direttamente riscontrare.

Nella soprastante immagine vediamo una carrellata di domus de janas fuori contesto naturale, le quali sarebbero state realizzate mediante pietra più dura. Nulla è detto in merito a come scavavano la pietra più dura e in merito a come spostavano questi massi. La soprastante affermazione, figlia dell’erudito sapere scientifico del nostro tempo, è un insulto all’intelligenza media; quindi ora andiamo a scoprire dove è nata la strategia manipolatoria.

DAMNATIO MEMORIAE ROMANA

La damnatio memoriae romana, è la strategica legge romana, imposta nei territori conquistati. La legge prevedeva la distruzione oggettiva del materiale storico non consono alla celebrazione della grandezza di Roma. Quindi pure quello culturale in quanto i posteri si sarebbero dovuti ricordare unicamente della grandezza di Roma quale portatrice di civiltà. Veniamo alla Sardegna.

Arrivati in Sardegna, i romani vi trovano le domus de janas, i pozzi sacri, le tombe dei giganti, i nuraghi etc. Queste costruzioni indicavano il fatto che un popolo o etnia, prima di loro aveva espresso un elevato indice di civiltà. Non potevano permetterlo, quindi agirono con distruzioni sistematiche. Intervennero pure per quanto riguardava l’aspetto culturale e religioso. Sostituirono il precedente credo con le loro divinità e poi con cristianesimo e cattolicesimo. Le domus de janas prima abitazioni divennero tombe che in seguito l’erudita scienza confermerà. La precedente storia doveva morire, poiché ora si doveva credere alla nuova, e così fu!

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