UFO/UAP senza limiti


Sono ormai oltre dieci anni nel corso del quale sopra la Valtellina si riscontrano strani velivoli. Velivoli di tutte le forme e/o tipologie dei quali in parte inerenti il parco velivoli prodotti da tecnologia umana, ma pure e soprattutto velivoli che con la tecnologia umana nulla hanno a che fare. La Valtellina è compresa dentro una specifica zona detta CBA, e questo impone delle domande: in Valtellina sono presenti strani velivoli poiché è una zona per esercitazione militare, oppure la si è voluta quale zona di esercitazione militare poiché sono presenti strani velivoli?
La domanda è pungente rispetto l’argomento che andremo ad affrontare, sebbene non è l’oggetto centrale. Lasciamo momentaneamente questa domanda per la seguente: in quale misura la scelta dell’estetica dei velivoli nostri, è conseguenziale l’estetica dei velivoli non nostri? Proviamo a rendercene conto considerando le sottostanti fotografie.
Foto 1- Ipotetico B-2 e Sentinel


Mediante la prima foto vediamo un presunto B-2 Spirit e mediante la seconda un presunto drone Sentinel. Lasciamo da parte il secondo velivolo per non complicarci la vita. La prima foto è stata scattata nel 2011, quella del presunto Sentinel nel 2007. Ufficialmente il Sentinel non poteva essere sopra la Valtellina e men che meno un B-2 Spirit per altri ovvi motivi. Come specificato in precedenti articoli, del presunto Sentinel non vi è certezza che lo sia o meno, ma è certo che il presunto B-2 non è un velivolo prodotto da nostra tecnologia, se non mandando in frantumi ogni logica del nostro mondo. Eppure è esteticamente similare se non uguale al B-2. Domanda: chi ha copiato chi?
Che i nostri possano avere l’esigenza di copiare l’estetica dei velivoli esogeni per far passare che questi sono roba nostra, ha un senso non indifferente da non sottovalutare. Non ha invece alcun senso logico il fatto che la tecnologia esogena la quale dispone di un livello tecnologico superiore al nostro, possa aver esigenza di copiare i nostri, se non a livello di virtuale e pura simulazione. In base a questo ragionamento sono i nostri che copiano quelli di sopra spacciandola come farina del proprio sacco. Esposto questo preambolo, ora andiamo all’oggetto centrale del presente articolo.

LE LUCI DI PHOENIX
La vicenda del quale tratteremo, prese avvio il 13/3/1997 in Arizona nella zona di Phoenix, quando numerosi testimoni, e si parla di migliaia di persone, ebbero opportunità di vedere in cielo numerose luci. Questa vicenda dette il via a quella che poi assunse il nome di: Le luci di Phoenix.

Perché tornare oggi a tirare in ballo questo vecchio caso che già pareva aver dato quanto possibile? Lo scopriremo mediante uno sconcertante colpo di scena finale, dopo aver esposto una sintesi della vicenda.
Foto 2 -Ricostruzione grafica velivolo di Phoenix

Tre furono le tipologie di luci testimoniate: luci poste in fila con movimento sincronico, luci sparse con movimento indipendente, ma quelle che più ora ci interessano, sono quelle similmente poste su di un grande velivolo a forma di V.
Alcune precisazioni sono però opportune, poiché se nel buio si vedono luci in fila a uguale distanza e con movimento rettilineo e sincrono, è possibile ipotizzare che quelle luci sono poste su di un oggetto volante lineare. Nulla però in assoluto dimostra questo se il velivolo non è visibile e, il non vederlo, non significa che non c’è in quanto potrebbe anche esserci ed essere invisibile tranne per quanto riguarda le luci.


In parallelo occorre sottolineare il fatto che in ufologia sono frequenti i casi in cui sono visibili delle luci dette sfere bianche, generate da piccoli oggetti volanti rilasciati da oggetti volanti di più grandi dimensioni. Queste sfere bianche possono essere luminose o meno, onde per cui si creano numerose varianti estetiche. Quanto detto per evidenziare il fatto che la concomitanza di luci singole e non, è assolutamente normale. Se poi si va a considerare quanto la maggior parte dei testimoni ha asserito, il 13/3/1997 numerosi testimoni avrebbero visto un enorme velivolo come da ricostruzione grafica sottostante 3/B e non diversamente se non per le luci. Come si riscontra, il disaccordo grafico verte circa il numero e la posizione delle luci, ma come è stato chiarito, se quel velivolo era una portaerei, talune luci erano moduli in partenza ed arrivo, pertanto è ovvio il disaccordo.


Foto 3- Ricostruzioni ipotetiche relative Phoenix


Le testimonianze prevalenti asserirono una estetica presupposta in quanto visto di notte e non di giorno, ovvero a punta e senza codino centrale interno, particolare molto importante.
La vicenda di Phoenix sarebbe forse passata in sordina se alcuni mesi dopo, ovvero il 18/6/1997 non fosse passato sopra l’Arizona un enorme oggetto volante del quale i giornali riportarono mobilitando l’opinione pubblica. Questo secondo evento dette il via ad una forte reazione, motivo per il quale riemerse il caso precedente. Centinaia di segnalazioni ai giornali, migliaia di testimonianze, il sistema doveva reagire per limitare i danni in quanto allora ancora gli ufo non erano ammessi; quindi entrò in scena il Governatore Fife Symigton III.
La splendida idea fu quella che poi fece il giro del mondo come da immagine sottostante, nel corso del quale il Governatore presentò al pubblico l’autore delle manifestazioni ufologiche che tanto avevano attirato attenzione. L’intento di questa evidente farsa fu quello di sdrammatizzare e di ironizzare in modo tale da ridicolizzare i sostenitori e sminuire l’evento. Ciò invece generò ulteriore reazione, poiché migliaia di persone coinvolte si sentirono prese in giro.
La farsa fu realizzata su imbeccata degli organi superiori, tant’è che dieci anni dopo, il Governatore chiese pubblicamente scusa ed ammise che lui stesso era stato testimone di alcune anomale manifestazioni luminose in occasione delle luci di Phoenix.
Foto 4 – La farsa di sistema


La farsa non ebbe l’esito voluto e questa è la motivazione per il quale il Governatore chiese scusa, ma nel frattempo furono condotte tutta una serie di iniziative pubblicitarie onde screditare la consistenza degli avvistamenti.
Ad un certo punto l’apparato militare decise di offrire una prova del fatto che le luci viste erano roba loro, quindi lanciarono sorta di bengala luminosi, ma a riscontro il risultato fu quello della immagine sottostante. Le cinque luci presenti nella parte sotto sono tratte da un frame di un video girato quella notte dalla Dottoressa Lynne Kitei. Come si può ben notare i bengala o razzi di segnalazione che fossero, generano una luminosità irradiante e tipica del mondo umano, mentre le cinque luminosità inferiori generano una luce fredda che non irradia, tipica degli oggetti volanti non convenzionali. Ciò non prova nulla in assoluto, ma è un forte indizio.
Foto 5-Comparazione con luci militari


Il sottostante frame è quanto di meglio dal video della Dottoressa. Questo video non dimostra che si tratta di un velivolo a forma di V, ma certamente dimostra che l’evento delle luci di Phoenix fu reale e comprovato. Indipendentemente però dal fatto che le luci del sottostante frame siano luci singole sebbene in formazione, anziché luci poste su velivolo a forma di delta, occorre sottolineare la certezza di un certo numero di testimoni i quali asserirono di aver visto questo grande velivolo a bassa quota, ipotizzandolo con una apertura alare di circa mt. 1500! Quindi enorme, e da questo riscontro maturò l’idea che il velivolo fosse una enorme astronave madre.
Foto 6 – Frame dal video

NARRATIVA E PROPAGANDA
Non esistono solamente le guerre con armi tradizionali o particolari, esistono anche le guerre mediante lavaggio del cervello della massa, pertanto entra in scena la guerra di propaganda. Gli ufo sino a ieri non esistevano, pertanto ciò che veniva visto doveva essere ritenuto frutto della nostra tecnologia. Questo è il motivo per il quale i nostri all’aver riscontrato che erano presenti velivoli come quello del presunto B-2, decisero di replicarne l’estetica. Lo si fece nonostante l’ingente sperpero di denaro senza poi un ritorno oggettivamente proporzionale. Stessa cosa potrebbe essere avvenuta per quanto riguarda il presunto Sentinel e similari. Ora però vi era la patata bollente di Phoenix da risolvere e non solamente questa, come risolverla?
I velivoli esotici non generano rumore, possono stallare in aria e partire all’improvviso, mentre i nostri hanno numerosi handicap da risolvere. I nostri vorrebbero poter volare con velivoli a delta e senza il codino centrale, ma lo devono inserire. Lo fanno con una, due e tre punte e nel frattempo lo inseriscono nelle ricostruzioni grafiche del caso di Phoenix senza che i testimoni lo abbiano mai affermato, esattamente come nella immagine 2 e sottostante 7.
Foto 7 – Scheda TR6-Telos


Inserire il codino però non basta, a Phoenix hanno visto un velivolo enorme, pertanto ora i nostri ne devono costruire uno similare, altrimenti si perde a livello di prestigio e credibilità. Dimentichiamo qui la vicenda del presunto TR-3b sbandierato per decenni e mai presentato dal vivo e, destinato a simulare la presenza dei velivoli alieni di forma triangolare. Ora occorre una nuova operazione di propaganda, ed ecco che spunta il TR-6 “TELOS”.
Ora ci dicono che è in fase di studio, che avrebbe le ali ripiegabili per questioni di spazio, avrebbe caratteristiche di invisibilità e niente rumore e, possibilità di partenza ed arrivo in verticale. Teniamo presente che in questo caso non ci sarebbero aeroporti adatti ad ospitarli, cosa già presente col B2 Spirit.

Come da soprastante scheda, in questo caso presente il codino centrale. Questi maledetti alieni possono costruire velivoli enormi e senza codino, mentre noi umani siamo costretti a ricorrervi! Comunque sia, la nuova farsa è stata posta in essere, l’enorme oggetto volante di Phoenix era il TR-6 Telos in fase di sperimentazione segreta. Non viene spiegato cosa ci facesse a bassa quota sopra Phoenix, esattamente come cosa ci facessero il presunto Sentinel ed il B-2 sopra l’abitato di Sondrio.


IL COLPO DI SCENA
I colpi di scena in Valtellina sono all’ordine del giorno. Ne sa qualcosa l’ex Maresciallo Comandante dei Carabinieri Alessandro Di Roio in seguito ai suoi riscontri sul campo e, per le conseguenze a livello giudiziario promosse nei suoi confronti. Prima ostacolato e vessato per le sconcertanti fotografie presentate, poi denunciato e processato più volte, quindi assolto e riprocessato, è diventato un testimone scomodo in funzione delle logiche di sistema. Anni addietro questi personaggi venivano suicidati, oggi la cosa sarebbe troppo palese e poi oggi gli ufo/uap sono ufficialmente confermati.
Sta di fatto però che ora non porta più la divisa, ma ciò nonostante non ha perso la capacità di osservare il cielo e di riprendere le cose anomali. Guardate ed allibite di fronte a cosa ha recentemente ripreso sopra Sondrio mediante questa sconcertante fotografia!!!
Foto 8 – Sondrio foto Alessandro Di Roio


Ora provate a dire che la Valtellina è una zona per le esercitazioni aeree e che qui è stato ripreso il TR-6 Telos! Spiegate pure il fatto che il velivolo non ha codino, che non faceva rumore, che se ne stava fermo in aria, e che poi è scomparso a folle velocità. Qui va a finire che si scopre che la zona CBA della Valtellina è stata istituita per spiegare per quale motivo qui compaiono velivoli del genere! Ma proprio qui doveva venire ad esibirsi lo stesso velivolo di Phoenix!
Nel frattempo un po’ su tutto il pianeta hanno visto, testimoniato e ripreso velivoli di grandi dimensioni con questa forma. Un esempio ma molti potrebbero essere citati, è riscontrabile mediante il video menzionato.
Foto 9 – Estrapolazioni da video


Come evidente, questo velivolo è in grado di farsi beffe di tutte le note leggi della fisica, poiché un UAP. Per giunta è stato visto e ripreso sia bianco quanto nero.
Certamente ora la propaganda di regime può sostenere che quanto presente in questo articolo è frutto della fantasia. Poi però siete voi regime ad aver proposto il TR-6 Telos e pertanto dovete spiegarne le ragioni, considerato il fatto che nessun aeroporto al momento potrebbe ospitarlo! Certamente l’ipotesi del decollo verticale salva in parte il problema, ma se per dimostrare l’esistenza degli UFO/UAP occorrono prove, queste ci dovrebbero essere anche per il TR-6 Telos e perché no, il TR3b con tanto di antigravità.

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